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| Seconde case: poche settimane all'arrivo delle nuove stangate |
Seconde case: poche settimane all'arrivo delle nuove stangate
I Comuni sono intenzionati a rincarare l'aliquota IMU sulle seconde case, sfruttando tutti i margini di discrezionalità che sono stati loro concessi dal regolamento applicativo licenziato dall'esecutivo Monti. Aliquota che potrebbe rivelarsi più che doppia di quella prevista per le prime case.
La colpa diretta di questo pregiudizio economico sulle tasche degli italiani rischia tuttavia di non essere riconducibile al governo centrale, quanto alle ragioni di mero bilancio da parte dei primi cittadini. Il regolamento applicativo dell'imposta municipale unica riconosce infatti ai Sindaci la possibilità di manovrare liberamente le aliquote per le prime e le seconde case, entro i margini prestabiliti nella normativa tecnica.
Di qui, la possibilità – a nostro giudizio, piuttosto prevedibile – che nelle prossime settimane, con l'avvicinarsi delle scadenze per l'approvazione dei budget, i Comuni possano portare in incremento le aliquote Imu sulle prime e, soprattutto, sulle seconde case. Un provvedimento che assumerà diverse connotazioni da municipalità a municipalità, ma che rischia di avere come comune denominatore il significativo incremento della pressione fiscale ai danni dei proprietari delle seconde case, siano esse sfitte, o meno. L'aliquota di base per le seconde case è infatti pari a 0,76 punti percentuali. Un'aliquota che risulta essere quasi il doppio di quella base per le prime case (0,4 punti percentuali) e che potrebbe essere portata al di sopra del punto percentuale nelle principali aree urbane d'Italia.
A conferma di ciò, basti osservare le indiscrezioni (ben più, tuttavia, di qualche sporadico rumor) provenienti da Roma, dove il sindaco Alemanno ha già ribadito come “sulla seconda casa l'Imu aumenterà dello 0,3%”, con riconduzione a quota 1,06 punti percentuali (il massimo consentito dai margini di autonomia previsti dal governo). Incrementi previsti anche a Milano – sebbene non vi siano ancora conferme sostanziali sull'entità dell'apprezzamento – e a Firenze, dove l'IMU potrebbe essere portata a 0,99 punti percentuali per le seconde case oggetto di locazione, e a 1,06 punti percentuali per quanto invece concerne le seconde case sfitte. A Venezia l'amministrazione comunale è invece intenzionata a portare l'aliquota sulle seconde case in rialzo di almeno 10 basis points, mentre a Genova il Comune valuterebbe di portare all'aliquota massima (1,06%) l'IMU sulle seconde case, come d'altronde in corso di effettuazione a Bologna.
L'intenzione omogenea dei primi cittadini d'Italia sembra pertanto esser quella di evitare potenziali ritocchi sull'aliquota sulla prima casa (in pochi casi questa pare poter esser incrementata oltre i 0,5 punti percentuali), controbilanciando il minor gettito previsto con l'applicazione di un'aliquota molto più cara per quanto concerne le seconde case.
Per aver conferma di ciò, tuttavia, occorrerà attendere il mese di giugno, termine ordinario ultimo per poter approvare i bilanci comunali, che ingloberanno le previsioni di incremento sulle aliquote IMU. |

Il 2012 potrebbe essere ricordato in maniera molto negativa da parte dei proprietari delle seconde case. La motivazione principale risiede nella tanto discussa IMU, l'imposta municipale unica introdotta dall'esecutivo Monti in sostituzione della “vecchia” ICI, che si preannuncia poter costituire un aggravio monetario non indifferente per le seconde proprietà immobiliari abitative.