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| Preventivi polizze mutui: i chiarimenti sui principali equivoci |
Preventivi polizze mutui: i chiarimenti sui principali equivoci
Il decreto sulle liberalizzazioni contiene alcune novità in materia di concorrenza nel settore bancario e assicurativo, con particolare specificità per quanto concerne l'emissione di un preventivo obbligatorio sulle polizze vite abbinate al mutuo. Ma siamo sicuri che la disposizione sia davvero conveniente per gli utenti?
Tra i (tanti) contenuti della legge sulle liberalizzazioni spicca anche l'insieme di iniziative rivolte a migliorare la competitività del settore bancario e assicurativo, nell'auspicio che una più spiccata concorrenza nel macro-comparto possa realmente costituire beneficio economico nelle tasche dei consumatori e degli utenti dei servizi finanziari italiani.
All'interno di tale provvedimento assumeva particolare importanza – poi, in parte, scemata – la norma che prevedeva l'obbligo per le banche di proporre più di un preventivo per le polizze assicurative legate ai mutui. L'intento, come sopra specificato, era più che meritevole: cercare di fornire al cliente dell'istituto bancario un più ampio ventaglio di possibilità assicurative, con possibilità di scelta della polizza più conveniente, rompendo – di fatto – il vincolo che legava l'erogazione di un prodotto creditizio al sostanziale abbinamento obbligatorio con la polizza indicata dalla banca.
Ma la novità della legge sulle liberalizzazioni costituirà veramente un passo in avanti rispetto alle attuali tutele sui servizi finanziari? A nostro giudizio, i dubbi e gli elementi pregiudizievoli potrebbero essere ben più di uno. Innanzitutto, la nuova disposizione riguarda solamente le polizze assicurative sulla vita. Pertanto, da una interpretazione restrittiva della norma non sembrerebbe esservi possibilità di applicare confronti utili e documentali per quanto concerne le polizze “multirischi”, ovvero quei contratti assicurativi che - alla tradizionale copertura temporanea caso morte - integrano altresì le coperture contro i rischi di infortuni e malattie gravi, o perdita involontaria del proprio posto di lavoro. Una scelta che sembrerebbe essere supportata dalla maggiore complessità di tali prodotti e, di conseguenza, da una minore possibilità di confrontare sinteticamente costi e benefici di tali polizze.
Ad ogni modo, in attesa di saperne di più, non possiamo che limitarci a segnalare gli ampi margini di incertezza sulla disposizione, che potrebbe non solo non riguardare le polizze “non vita”, ma escludere altresì quelle multirischi che comprendano la TCM.
Infine, segnaliamo come la disposizione contenuta nella legge sulle liberaliazzioni limiti l'obbligo della banca all'offerta di due polizze: pertanto, se il cliente desidera che il confronto della polizza vita abbinata al proprio mutuo riguardi più di un secondo contratto assicurativo concorrente al primo, l'istituto di credito potrebbe legittimamente rifiutarsi di riportare un preventivo più “ampio”.
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