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Immobiliare, nuovo crollo del potere d’acquisto
La crisi economica e la manovra Monti hanno apportato un duro colpo al potere d’acquisto degli italiani sul fronte immobiliare. Le prospettive sul breve termine continuano ad essere tutt’altro che rosee, con il solo segmento delle locazioni a mantenere le posizioni passate, e proporsi con fiducia per un 2012 all’insegna della crescita.
Gli italiani preferiscono il mattone, ma la loro capacità d’acquisto, erosa negli ultimi anni da una concomitanza di determinanti pregiudizievoli, impedisce il corretto accesso al mercato immobiliare. È questa – in estrema sintesi – l’analisi compiuta da alcune società di settore nelle scorse settimane, dalle quali si evince come la crisi economica abbia colpito in maniera molto significativa il mercato residenziale, con una perdita del potere d’acquisto in doppia cifra in alcuni dei principali centri urbani italiani (prevalentemente nel Centro Italia).
Ma quali le cause di questo deterioramento? A ben vedere, le motivazioni sembrano essere tante, e ben note. Un ruolo determinante lo ha svolto la lunga ondata di crisi economica che sta riguardando i mercati europei e, al loro interno, anche quelli legati al real estate. Una crisi che ha portato in deprezzamento il potere d’acquisto delle famiglie della Penisola, generando altresì un’evidente sfiducia sul futuro a breve e a medio termine, che ha portato numerosi operatori dall’astenersi nel porre in essere le transazioni sul mercato abitativo.
A erodere la capacità d’acquisto dei cittadini italiani sul fronte immobiliare è stata altresì la recente manovra Monti, che da una parte ha introdotto la nuova imposta municipale unica (sostitutiva della vecchia Ici) e dall’altra parte ha preannunciato una rivalutazione dei valori catastali, basi imponibili utili per poter calcolare le rendite e, di conseguenza, influenzare la tassazione sul reddito delle persone fisiche. In uno scenario tutt’altro che chiaro e trasparente, le novità sembrano essere destabilizzanti per l’avvio di un recupero graduale sul livello di transazioni del comparto.
Nonostante la flessione graduale e costante dei prezzi, pertanto, il disallineamento nei confronti del potere d’acquisto permane in maniera consolidata, nuocendo al vigore del mercato immobiliare nazionale, e delle speranze di ripresa. In merito, è probabile che nel 2012 non possa consolidarsi alcuna inversione di tendenza, con rilancio delle aspettative di sviluppo a un 2013 inoltrato.
Meglio, infine, l’andamento del mercato delle locazioni. La cause che hanno portato alla crisi delle vendite non sembrano infatti intaccare in maniera così corposa il trend degli affitti, con un incremento dei canoni di locazione omogeneo in tutta la Penisola, per una proporzione compresa tra un + 2% e un + 6%.
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