Certificazione energetica, il punto a un mese dall’introduzione dell’obbligo
E’ passato un mese dall’introduzione dell’obbligo di indicare la classe energetica sugli annunci di vendita immobiliari. Ma a che punto sono gli operatori italiani? Quali sono i passi in avanti compiuti nel comparto? Aggiorniamo le nostre analisi con questo approfondimento di inizio febbraio.
A un mese dalla decorrenza dell’obbligo legale di indicare la classificazione energetica in tutti gli annunci di vendita di un’immobile, torniamo sull’argomento per un rapido approfondimento di aggiornamento sull’evoluzione di questo tema. Diverse ricerche condotte negli ultimi giorni affermano infatti come il numero degli immobili muniti di certificazione energetica stia lentamente crescendo, mentre le osservazioni previsionali ribadiscono la necessità di introdurre delle sanzioni pecuniarie adatte, che possano fungere da deterrente per i trasgressori.
Con un minimo di ordine, ricordiamo come – attualmente – il numero degli immobili in vendita o in locazione muniti della certificazione energetica e, pertanto, nel pieno rispetto della normativa vigente, siano stimati tra il 10% e il 15% (la divergenza dipende fondamentalmente dai diversi metodi di calcolo delle analisi compiute dagli operatori del settore).
A ben vedere, la percentuale rilevata ad inizio febbraio è ancora nettamente minoritaria rispetto a quanto ritenuto adeguato e opportuno. Tuttavia, è positivo rilevare una costante progressione dei “virtuosi” nel corso delle settimane, pur con un andamento non certamente omogeneo lungo tutto il territorio della Penisola. Le regioni maggiormente attente sembrano essere quelle del Nord Italia, con una percentuale che sale nel Nord Ovest e – soprattutto – nel Nord Est, fino ad avvicinarsi alla soglia del 20%. Situazione inversa al Centro (dove raramente si supera il 10%) e in particolar modo al Sud, con percentuali nettamente inferiori ai 5 punti percentuali.
Come abbiamo ricordato nell’introduzione di questo nostro breve approfondimento, probabilmente un primo vero passo in avanti verso la crescita sostenibile e concreta della variabile si potrà avere solamente con l’introduzione di una sanzione valida su tutto il Paese. A un mese dall’obbligo della certificazione energetica, infatti, solamente la Regione Lombardia ha predisposto una misura sanzionatoria per chi non rispetta l’adempimento dell’obbligo (con multe fino a un massimo di 5 mila euro, a patto che il contratto sia stato sottoscritto dopo il 31 dicembre 2011).
Infine, per quanto concerne i meno attenti, gli annunci maggiormente irregolari – come era lecito attendersi – sono principalmente quelli dei privati. Stando alle recenti ricerche, infatti, meno del 3% degli annunci immobiliari diramati dai privati rispetterebbe la normativa sulla certificazione energetica, contro una percentuale che non scende sotto il 10 – 12% per quanto riguarda le agenzie immobiliari.
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