Bologna 22 marzo 2013,inaugurazione al quartiere Savena di Bologna della mostra fotografica del terribile terremoto che ha sconvolto L’Emilia Romagna circa un anno fa.
(Un'immagine della mostra "Le Pietre Risorgeranno")
“Non spegnere i riflettori” sul sisma del maggio 2012 che ha sconvolto le popolazioni Emiliane è lo scopo della mostra fotografica organizzata nel quartiere Savena di Bologna e che inaugura oggi 22 marzo 2013.
Si legge sul comunicato del comune di Bologna: “Un tributo di solidarietà e di vicinanza alle terre emiliane ferite dal sisma, per non spegnere i riflettori sulle difficoltà e sulle sofferenze che il terremoto ha provocato. La mostra espone le opere dell'Architetto e Fotografo Gianna Spirito, le foto delle macerie, chiese e case crollate, strade inagibili, sono rielaborate per dare il messaggio che l'evento deve essere guardato con positiva speranza, base imprescindibile per una rinascita concreta.”
Non va dimenticato lo sforzo ed il supporto della Costruzioni E.Dallacasa SpA, (impresa di costruzioni di Bologna), che ha patrocinato e finanziato il progetto.
Comunicare il concetto del costruire sicuro e di qualità, utilizzando le più moderne tecnologie e soluzioni anti-sismiche che permettono agli edifici, anche in presenza di calamità improvvise e distruttive come il terremoto, di rimanere un rifugio e di non trasformarsi in trappole mortali, come purtroppo in molti casi è accaduto il 29 maggio 2012.
Le opere dell’architetto e fotografo Gianna Spirito, sono immagini che prendono spunto dalle macerie vere, dalle chiese crollate, dalle case svuotate e dalle vie inagibili e rielaborate dall’occhio dell’artista per diventare “allegorie del terremoto”, comunicando il messaggio che l’evento può e deve essere guardato con positiva speranza, base imprescindibile per una rinascita concreta, una rinascita che necessita, però, di fondamenta solide.
Un occhio attento non potrà non cogliere il parallelo tra il terremoto geologico e quello sociale che tutti stiamo vivendo in questi tempi : la ricostruzione parte dal consolidamento di tutto ciò che ha il compito di sostenere : le fondamenta per un edificio, i valori per la società.
Roma, affitti troppo alti per gli inquilini – Tempi duri per chi vive in affitto a Roma. Non sono solo gli studenti e i lavoratori fuori sede a pagare prezzi altissimi per una camera in affitto in appartamento in condivisione, ma anche i single e le giovani coppie, costretti a fare i conti con canoni d’affitti vertiginosi per monolocali e bilocali. Nonostante uno studio dello scorso Ottobre del Movimento consumatori che ha messo in evidenza una flessione pari al 20% sui costi delle camere singole in affitto a Roma, l’abbassamento dei prezzi non fa gioire i giovani fuorisede, trattandosi di cifre ancora alla portata di poco. L’affittometro di Easystanza.it, il primo indice della condivisione di appartamenti in Italia, stima l’affitto medio di una stanza a Roma intorno ai 430 euro.
Imu, rincari imponenti sui contratti d’affitto – Tempi altrettanto duri per i padroni di casa che affittano i loro immobili in tutta Italia. Dovranno fare i conti con l’esborso complessivo della nuova imposta sugli immobili, l’Imu, rispetto alla vecchia, l’Ici. L’Ufficio studi della Confedilizia ha calcolato che l’applicazione della maggiore aliquota deliberata dai vari Comuni, rispetto a quella base uniformemente adoperata per la prima rata e pari al 7,6 per mille, peserà in modo incisivo soprattutto su chi ha affittato con contratti liberi, per i quali gli aumenti percentuali sono tutti a tre cifre e 13 capoluoghi su 20 hanno scelto l’aliquota massima. Secondo lo studio di Confedilizia per i contratti liberi si registrerà un rincaro del 142% a Roma, cui l’aliquota applicata per la seconda rata sarà quella del 10,6 per mille. Per i contratti calmierati, invece, l’aggravio complessivo dell’Imu rispetto all’Ici sarà rispettivamente del 269%, tra i più alti in Italia. Riprendiamo un esempio usato da Antonella Baccario del Corriere della Sera per comprendere meglio in termini economici quanto peserà sulle tasche dei padroni di casa romani il rincaro dell’IMU. Prendiamo come campione un immobile di categoria A/2, cinque vani, in zona semiperiferica a Roma, la cui rendita catastale è 787,60 euro. In caso di contratto calmierato se la prima rata è stata di 503 euro, la seconda sarà di 900, per un totale di 1.403 euro. Una cifra non indifferente, se si tiene conto che per l’Ici un’abitazione pagava in totale 380 euro. Nel caso di contratto libero, invece, di un appartamento dello stesso tipo si passerà da 579 per l’Ici a 1.403 per l’Imu.
Imu, la pagheranno gli inquilini? – Il prezzo da pagare per affittare una casa a Roma rischia di diventare insostenibile per i proprietari e non può essere sottovalutato il rischio per gli inquilini di un inevitabile aumento dei canoni d’affitto per le stanze e gli appartamenti a Roma, rischio più volte denunciato da Confedilizia. La tesi dell’associazione, secondo la quale l’Imu sulla seconda casa potrebbe trasferirsi dai proprietari ai conduttori tramite un rincaro degli affitti, non è però confermata dalle statistiche, le quali evidenziano che negli ultimi mesi solo l’11% dei contratti di locazione in Italia ha riportato un aumento del canone. Non possiamo del resto non tener conto del fatto che ad un eventuale aumento dei canoni d’affitto non corrisponderebbe un aumento dei salari degli inquilini, che difficilmente riuscirebbero a pagare con regolarità.
Imu, le conseguenze sul mercato – L’aumento delle imposte sugli immobili, se è vero che difficilmente potrà pesare sugli inquilini, avrà di certo conseguenze sul mercato immobiliare, già da anni in crisi. Alberto Zanni, presidente di Confabitare, sigla che rappresenta la piccola proprietà, in una recente intervista ha messo in evidenza quella che potrebbe essere una conseguenza diretta del peso dell’Imu sulle tasche degli italiani: “Il ritorno dell’affitto in nero. Proprietario e inquilino potrebbero mettersi d’accordo per nascondere parte del canone. Il primo pagherebbe così meno tasse e il secondo sborserebbe meno affitto”. Confedilizia, inoltre, attribuisce alle aliquote eccessive un possibile ed eventuale aumento delle case sfitte: ad oggi,solo il 9,6% degli edifici vuoti è dato in locazione dai padroni di casa alle prese non solo con solo con il caro-imu, ma anche crescita degli insoluti e gli affittuari che hanno difficoltà a pagare i canoni di locazione in conseguenza di una netta riduzione della capacità reddituale media.
Affittare a Roma ai tempi dell’ Imu – Affittare una camera o un appartamento a Roma negli ultimi anni ha sempre significato per gli inquilini versare nelle tasche dei padroni di casa cifre di denaro importanti. L’aumento dell’imu rispetto a l’ici di certo porterà notevoli cambiamentinti sui rapporti economici tra i padroni di casa costretti a pagare tasse a quattro cifre e inquilini impossibilitati a pagare canoni d’affitto decisamente troppo alti in tempi di crisi. I prossimi mesi saranno un duro banco di prova per entrambe le parti.
La comparsa dell'Imu, la rivisitazione delle basi imponibili e altre novità di carattere fiscale hanno modificato la pressione di tasse e imposte su case e immobili non abitativi. Ma come è cambiato il fisco sull'immobiliare nel corso dell'ultimo biennio?
Nel corso del 2012 le imposte applicate sul patrimonio immobiliare degli italiani hanno toccato e superato quota 44 miliardi di euro. A rivelarlo sono i dati forniti dal Dipartimento delle Finanze e dall'Agenzia del Territorio (inglobando in essi anche i margini di manovra Imu delle singole municipalità locali), secondo cui dal 2011 allo scorso anno il peso del fisco sugli immobili tricolori sarebbe cresciuto di quasi 12 miliardi di dollari (+ 36,8% su base annua).
A incidere profondamente sul panorama fiscale italiano è stato l'impatto dell'Imu, l'imposta municipale unica entrata in sostituzione della vecchia Ici, che ha compresso i margini di importanza delle voci non patrimoniali delle imposte, andando a monopolizzare gli introiti statali.
Nel dettaglio, infatti, le imposte di natura reddituale (Irpef e Ires) che prima coprivano quasi un quarto del gettito totale grazie ai loro 8,18 miliardi di euro, nel 2012 non sono riuscite ad arrivare a un peso superiore al 16%: una diminuzione di rilevanza che è riconducibile proprio all'Imu, che con il suo ingresso che cancellato l'Irpef sui redditi fondiari pagata sulle case sfitte, andando così a inglobare una voce di costo prima di pertinenza reddituale.
Complessivamente, l'Imu ha così pesato per circa 23,1 miliardi di euro, contro i 9,20 miliardi di euro della vecchia Ici. Sul fronte delle imposte applicate per i trasferimenti di proprietà, pressochè stabile il peso dell'Iva con 8 miliardi di euro, mentre diminuisce il peso delle imposte di registro e di bollo (passate da 2,7 miliardi di euro a 2,52 miliardi di euro) e quelle delle imposte ipotecarie e catastali (da 1,7 miliardi e a 1,63 miliardi). In lieve crescita il gettito derivante dalle imposte per donazioni e successioni, da 0,49 miliardi a 0,52 miliardi.
Infine, calo delle imposte sulle locazioni, con la cedolare secca che non riesce a imporsi sul mercato degli affitti, mantenendo un peso inferiore (pur di poco) al miliardo di euro. Le imposte di registro e di bollo sulle locazioni scendono invece da 1,09 miliardi a 0,80 miliardi di euro.
In attesa di novità sul fronte Imu, la tendenza 2013 dovrebbe essere la medesima, con l'imposta municipale a cannibalizzare il peso del fisco sugli immobili italiani.
Un Corso per Rilanciare il Business delle Agenzie Immobiliari
Fra poco più di un mese, esattamente il 18 e 19 Aprile ci sarà la prima edizione del corso “Web Marketing Immobiliare Live”, pensato ed organizzato da Francesco Bersani con l’obiettivo di portare cultura digitale all’interno degli uffici dei professionisti che operano nel settore immobiliare, in primis agenti immobiliari, costruttori ed investitori. Il predominio dell’uso del web per chi cerca e vende casa è oramai cosa nota.
L’obiettivo di questo corso di due giornate - spiega Bersani - e’ informare gli operatori professionali delle possibilita’ che la rete oggi mette a disposizione e - soprattutto - di come sfruttare la leva dell’internet marketing per aumentare la qualità dei contatti (per vendite e acquisizioni) e contemporaneamente ridurre la spesa pubblicitaria in canali che non funzionano più o che sono troppo costosi per generare dei profitti (vedi carta stampata e tv).
Il corso avra’ un taglio molto pratico, infatti prevede sessioni in cui i partecipanti - con l’aiuto del docente - costruiranno il loro “Piano di Web Marketing Immobiliare” applicando cio’ che hanno imparato durante la fase teorica.
Sostanzialmente - secondo Bersani - è possibile diminuire la spesa pubblicitaria e riutilizzare il budget guadagnato dagli investimenti improduttivi, in canali efficienti e misurabili come quelli che offre il web marketing.
Il risultato finale e’ incanalare i propri budget pubblicitari in strumenti e mezzi in grado di produrre business e generare ritorni economici.
Ma quali sono questi strumenti che gli operatori immobiliari possono sfruttare per rilanciare il loro business?
Gli argomenti principali saranno questi:
Siti web immobiliari progettati con principi di persuasione, design, e usabilità.
Email Marketing basato sulla creazione di una lista “personalizzata” e di un piano editoriale che rafforzi il rapporto con i lettori per trasformare una percentuale di loro da iscritti in acquirenti e venditori.
Blog Immobiliari e del “marketing dei contenuti”, da solo in grado di generare grandi volumi di traffico qualificato a costo quasi zero, grazie ad una struttura “che piace a Google”.
La chiave di tutto non sta in un canale o strumento piuttosto che un altro, ma nell’utilizzo integrato e strategico di tutti questi strumenti messi assieme, chiude Bersani.
Case di lusso: cresce ancora l'interesse degli stranieri
Anche nel 2012 è cresciuto l'interesse degli stranieri nei confronti del mercato immobiliare italiano. Gli investitori d'oltre confine sembrano essere disposti a impiegare sempre più risparmi nel mattone nazionale, al fine di individuare una comoda rendita nel breve e nel medio termine.
Cresce ancora, negli ultimi mesi, l'interesse degli stranieri nei confronti delle abitazioni italiane di maggior pregio. Un interesse che nel 2012 ha permesso ai cittadini d'oltre confine di concludere oltre 4.600 operazioni di acquisto di proprietà abitative nazionali, con un incremento di 300 unità rispetto allo scorso anno, e una differenza di oltre 700 transazioni rispetto ad appena cinque anni prima.
Per quanto concerne la mappa degli investimenti, stando a quanto elaborato dai dati Knight Frank e Scenari Immobiliari, le operazioni più frequenti si sarebbero registrate nelle zone più gettonate in via consolidata, come la zona dei Laghi del Nord, Venezia, le Cinque Terre, le campagne tra Toscana e Umbria, Roma, la Sardegna e alcune località sull'Adriatico.
In particolare, tra Piemonte, Lombardia e Veneto le operazioni compiute da cittadini stranieri avrebbero raggiunto quasi 800 unità, con punte di maggiore incidenza nella regione dei Laghi, dove i russi hanno fatto incetta di mattoni di lusso. Nel centro Italia, particolarmente apprezzata è l'area capitolina e quella toscano-umbra, dove gli inglesi rappresentano la quota preponderante di acquirenti stranieri.
Secondo le elaborazioni compiute da Scenari Immobiliari, l'investimento medio degli stranieri in Italia è pari a 456 mila euro, in incremento di 26 mila euro rispetto alla media di 430 mila euro del 2011, e con un aumento del 53 per cento negli ultimi otto anni. Complessivamente, sono comunque i tedeschi i più affezionati all'investimento del mattone italiano, con una quota pari al 39 per cento, in incremento di 3 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Alle spalle dei tedeschi si posizionano gli investimenti compiuti dagli inglesi - 18%, dai russi - 13% e dagli americani - 10%.
Per quanto invece riguarda le regioni più richieste, il top è raggiunto dalla Puglia, con una quota pari al 22% (in incremento di 2 punti percentuali rispetto al 2011), seguita dal Lazio con il 21% e dalla Toscana con il 16%.
Stando agli operatori di settore, gli investitori stranieri cercano prevalentemente degli immobili che possano garantire una rendita nel breve e nel medio lungo termine: non solo location di lusso, pertanto, ma anche abitazioni di medio livello in zone strategiche della Capitale o di Venezia.