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Mutui più cari a febbraio 2012

Mutui più cari a febbraio 2012

 

 

 

 

Bankitalia dice che i tassi di interesse di febbraio sono diventati più cari: la ragione sembra tuttavia essere principalmente attribuibile allo spostamento delle nuove erogazioni dal tasso variabile al fisso, piuttosto che a una ripresa dei valori dei parametri di riferimento, o all'ennesima impennata degli spread imposti dalle banche.

immobiliare-italia-BANKITALIASale il costo dei mutui erogati a febbraio 2012. A dircelo è il consueto report mensile della Banca d'Italia, che rileva un incremento piuttosto lieve nei tassi di interesse applicati dagli istituti di credito alla clientela privata in merito alle operazioni di mutuo per l'acquisto di prime o di seconde case.

 

Stando all'istituto monetario, infatti, i tassi di interesse sui mutui per l'acquisto di abitazioni erogati nel mese di febbraio alle famiglie sarebbero cresciuti di 0,06 punti percentuali, balzando dal precedente 4,55% di gennaio all'attuale 4,61%. Un incremento tendenziale abbastanza contenuto, che comprende altresì il peso delle spese accessorie e, ovviamente, quello ben più sostanzioso dello spread imposto dagli istituti di credito. L'apprezzamento dal mese di gennaio, in misura così lieve, non fornisce grandi spunti interpretativi: i parametri di riferimento dei tassi di mercato continuano a rimanere su livelli piuttosto bassi e, nonostante si inizi ad avvertire un leggero allentamento della morsa creditizia, gli spread continuano a fissarsi su soglie decisamente elevate a causa della oramai cronica difficoltà delle banche nel reperire liquidità utile, con la quale supportare le transazioni di impiego.

 

Un'altra delle determinanti fondamentali che ha condotto i tassi di interesse mediamente applicati sulle nuove operazioni di mutuo casa a subire tale lieve incremento è relativo al lento ma costante spostamento delle preferenze degli italiani dal variabile al fisso: un comportamento facilmente interpretabile nel desiderio, di una fetta crescente di mutautari, di porsi al riparo dalle elevate incertezze degli attuali scenari, andando a privilegiare un costo maggiore (ma certo) a un costo iniziale minore (ma con potenziali apprezzamenti significativi).

 

In crescita anche i tassi di interesse sulle nuove erogazioni di credito al consumo, passati dal 9,91% di gennaio al 10,10% di gennaio, così come i tassi passivi sul compelsso dei depositi in essere, con un prezzo della raccolta ora pari all'1,19% contro il precedente 1,16%.

 

“A febbraio” - conclude Bankitalia nella nota che ha accompagnato la pubblicazione del report in questione - “i tassi di interesse sui nuovi prestiti erogati alle società non finanziarie sono diminuiti al 3,80% dal 4,06% di gennaio. La diminuzione è guidata dai tassi sui prestiti di importo superiore a 1 milione di euro (che scendono dal 3,09% dal 3,47% del mese precedente) mentre i tassi sui prestiti di importo inferiore a tale soglia scendono in misura minore (4,96% dal 5,01% di gennaio)”.

Mutui più cari a febbraio 2012
 
Preventivi polizze mutui: i chiarimenti sui principali equivoci

Preventivi polizze mutui: i chiarimenti sui principali equivoci

 

 

Il decreto sulle liberalizzazioni contiene alcune novità in materia di concorrenza nel settore bancario e assicurativo, con particolare specificità per quanto concerne l'emissione di un preventivo obbligatorio sulle polizze vite abbinate al mutuo. Ma siamo sicuri che la disposizione sia davvero conveniente per gli utenti?

Tra i (tanti) contenuti della legge sulle liberalizzazioni spicca anche l'insieme di iniziative rivolte a migliorare la competitività del settore bancario e assicurativo, nell'auspicio che una più spiccata concorrenza nel macro-comparto possa realmente costituire beneficio economico nelle tasche dei consumatori e degli utenti dei servizi finanziari italiani.

 

All'interno di tale provvedimento assumeva particolare importanza – poi, in parte, scemata – la norma che prevedeva l'obbligo per le banche di proporre più di un preventivo per le polizze assicurative legate ai mutui. L'intento, come sopra specificato, era più che meritevole: cercare di fornire al cliente dell'istituto bancario un più ampio ventaglio di possibilità assicurative, con possibilità di scelta della polizza più conveniente, rompendo – di fatto – il vincolo che legava l'erogazione di un prodotto creditizio al sostanziale abbinamento obbligatorio con la polizza indicata dalla banca.

 

Ma la novità della legge sulle liberalizzazioni costituirà veramente un passo in avanti rispetto alle attuali tutele sui servizi finanziari? A nostro giudizio, i dubbi e gli elementi pregiudizievoli potrebbero essere ben più di uno. Innanzitutto, la nuova disposizione riguarda solamente le polizze assicurative sulla vita. Pertanto, da una interpretazione restrittiva della norma non sembrerebbe esservi possibilità di applicare confronti utili e documentali per quanto concerne le polizze “multirischi”, ovvero quei contratti assicurativi che - alla tradizionale copertura temporanea caso morte - integrano altresì le coperture contro i rischi di infortuni e malattie gravi, o perdita involontaria del proprio posto di lavoro. Una scelta che sembrerebbe essere supportata dalla maggiore complessità di tali prodotti e, di conseguenza, da una minore possibilità di confrontare sinteticamente costi e benefici di tali polizze.

 

Ad ogni modo, in attesa di saperne di più, non possiamo che limitarci a segnalare gli ampi margini di incertezza sulla disposizione, che potrebbe non solo non riguardare le polizze “non vita”, ma escludere altresì quelle multirischi che comprendano la TCM.

 

Infine, segnaliamo come la disposizione contenuta nella legge sulle liberaliazzioni limiti l'obbligo della banca all'offerta di due polizze: pertanto, se il cliente desidera che il confronto della polizza vita abbinata al proprio mutuo riguardi più di un secondo contratto assicurativo concorrente al primo, l'istituto di credito potrebbe legittimamente rifiutarsi di riportare un preventivo più “ampio”.

 

Preventivi polizze mutui: i chiarimenti sui principali equivoci
 
Mutui casa: crollo delle erogazioni nel primo bimestre 2012
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Mutui casa: crollo delle erogazioni nel primo bimestre 2012

 

 

 

 

I finanziamenti immobiliari erogati dagli istituti di credito italiani nel corso dei primi due mesi del 2012 sono precipitati del 46% rispetto agli equivalenti concessi nello stesso periodo del 2011. Una flessione che dovrebbe perdurare anche nei prossimi mesi, confermando le straordinarie difficoltà del comparto creditizio italiano.

 

 

 

mutui-istatI dati recentemente pubblicati da Crif sull'andamento delle concessioni di mutui casa in Italia confermano le impressioni di una significativa contrazione rispetto a un già non positivo 2011. Il barometro della Centrale Rischi afferma infatti come il volume delle erogazioni sia diminuito di 46 punti percentuali rispetto al medesimo periodo del 2011, che a sua volta era riuscito a contenere le perdite di controvalore con una contrazione di un solo punto percentuale per l'equivalente bimestre 2010.

 

Che la conferma della flessione della variabile in esame fosse alle porte, non era certamente un punto interrogativo, considerando che il segno meno dell'elemento statistico perdura da oramai 14 mesi: ciò che invece la maggior parte degli osservatori non si attendeva, era la parvenza di un vero e proprio tracollo nelle attività creditizie delle proprie banche, complice l'irrigidimento dei requisiti di merito creditizio richiesti dagli istituti bancari, e da un pricing sempre meno conveniente per la clientela consumatrice. Confrontando quanto ottenuto nei primi due mesi del 2012 con gli esercizi solari precedenti, ne deriverebbe inoltre una flessione del 47% rispetto al 2010, del 45% rispetto al 2009 e del 46% rispetto al 2008.

 

Sul fronte degli importi richiesti, si registra invece un valore medio in calo pari a 130.700, che rappresenta un minimo storico per gli ultimi 5 anni. Anche in questo caso, le determinanti della flessione dell'importo medio richiesto sembrano essere riconducibile da una parte all'abbattimento dei rapporti di loan-to-value da parte degli istituti di credito eroganti (sono di fatti spariti dai fogli informativi i mutui al 90% o al 100% del valore di garanzia dell'immobile), e dall'altra parte alla flessione dei valori commerciali delle abitazioni in alcune macro aree della Penisola.

 

Ancora, per quanto concerne l'età anagrafica dei richiedenti, si registra una forte prevalenza della fascia tra i 25 e i 44 anni, in grado di assorbire circa il 64% delle richieste. Quota rilevante anche in mano agli over 45, che impiegano i propri risparmi, in sinergia con mutui dal loan-to-value piuttosto contenuto, nell'acquisto di seconde case.

 

E per il futuro? Il 2012 dovrebbe garantire un'attenuazione delle contrazioni nella seconda parte della stagione, salvo eventuali imprevisti in grado di peggiorare le variabili congiunturali. È infatti probabile che nel corso dei prossimi mesi le condizioni di liquidità del sistema bancario internazionale possano migliorare, inducendo gli istituti di credito a ravvivare la concorrenza del comparto, allentando le maglie della stretta creditizia. Per attendere, tuttavia, una vera e propria ripresa del settore, occorrerà probabilmente rinviare le considerazioni al 2013 (per alcuni analisti, ben inoltrato).

Mutui casa: crollo delle erogazioni nel primo bimestre 2012
 
Mutui e modalità innovative di compravendita: lo scenario in Italia secondo MutuiSupermarket.it
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Mutui e modalità innovative di compravendita: lo scenario in Italia secondo MutuiSupermarket.it

innovazione_immobiliareIl freddo inverno dei mutui, caratterizzato da una forte stretta creditizia, che ancor oggi fa sentire il suo peso significativamente, ha prodotto la stagnazione che pervade il comparto immobiliare. Gli operatori si interrogano da qualche tempo sulle possibili vie d’uscita, sia lato domanda che lato offerta, laddove in quest’ultimo caso si intendono sia l’offerta immobiliare che quella di mutui per l’acquisto.

 

Lato domanda, è importante sottolineare come oggi sia opinione diffusa che i prezzi degli immobili stiano seguendo una dinamica poco attinente alla situazione economica generale, con venditori ancorati su valori al metro quadro pre-crisi. In questo contesto, chi può permettersi acquisti in contanti può sicuramente fare ottimi affari, mentre chi deve forzatamente richiedere un finanziamento si trova a fare i conti con richieste proibitive.

 

Lato offerta immobiliare, è fondamentale il ruolo degli operatori, che devono farsi sempre più portavoce nei confronti dei venditori della nuova situazione di mercato e della necessità, a fronte di una volontà precisa di procedere alla vendita, di ‘accontentarsi’ di quotazioni inferiori a quelle potenzialmente ottenibili qualche tempo fa.

 

Dal punto di vista dell’offerta di mutui, lo scenario è quanto mai incerto, dopo mesi di stretta creditizia che solo nelle ultime settimane sembra dare segni di allentamento. Gli operatori dell’immobiliare sentono comunque sempre più forte l’esigenza di instaurare rapporti più proficui con gli istituti di credito, soprattutto per quanto concerne la specifica fase delle perizie, oggi sempre più cruciali nel definire le possibilità di concessione dei mutui.

 

Un ultimo aspetto su cui gli operatori immobiliari sono sempre più attivi è relativo allo studio di nuove modalità di compravendita, idonee a ridurre le barriere oggi presenti relativamente alle compravendite. Tra queste, nell’ambito dell’ultimo convegno organizzato da Fiaip, si è parlato di vendita con riserva di proprietà, locazione con patto di futura vendita e affitto a riscatto (rent to buy). Le formule, mutuate dall’esperienza anglosassone, potrebbero trovare applicazione nel nostro paese in tempi relativamente rapidi e contribuire così al rilancio dell’immbiliare. Se da un lato è in corso uno studio da parte dei mediatori volto ad inquadrare contrattualmente queste nuove modalità di compravendita, dall’altro iniziano a notarsi i primi segnali di interesse da parte del mondo bancario. Alcuni istituti di credito si stanno infatti interessando all'affitto a riscatto: una banca di credito cooperativo operante in Lombardia ha introdotto un tipo di mutuo pensato per questo tipo di fattispecie. Pare infatti che la serietà e l’attaccamento all’immobile dimostrato dal conduttore che paga l’affitto consenta allo stesso di guadagnarsi una sorta di merito creditizio, che la banca valuta positivamente nella fase preliminare alla stipula del mutuo.

 

Mutui e modalità innovative di compravendita: lo scenario in Italia secondo MutuiSupermarket.it
 
Mutui: per l’Istat 2011 con erogazioni in calo
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Mutui: per l’Istat 2011 con erogazioni in calo

 

L’Istat rileva flessioni importanti delle erogazioni dei mutui casa, sia con garanzia ipotecaria che privi di tale copertura reale. Una contrazione che riguarda soprattutto le aree territoriali di minore densità, pur denotando una complessiva omogeneità in tutte le Regioni.

 

 

mutui-istatNon è una sorpresa, ma in questo contesto i dati Istat non possono che assumere un tenore di ufficialità e di ulteriore attestazione delle difficoltà del comparto creditizio immobiliare. Stando a quanto affermato dall’Istituto Nazionale di Statistica, i mutui erogati nel corso del terzo trimestre dello scorso anno (ultimo periodo al quale è possibile ricondurre una specifica e puntuale osservazione da parte dell’ente statistico) , sarebbero calati di 18,1 punti percentuali rispetto a quelli riscontrati nello stesso periodo del 2010, per un numero, in termini assoluti, pari a 140.665 unità.

 

In particolare, i mutui concessi dietro prestazione di una garanzia ipotecaria di primo grado in favore dell’istituto di credito erogante sarebbero ammontati a quota 95.099 unità, in flessione di 6,7 punti percentuali su base annua, mentre la contrazione dei mutui non garantiti da ipoteca immobiliare sarebbe stata addirittura pari al 34,6%, con una riduzione che ha portato il numero dei finanziamenti chirografari a precipitare a quota 45.566 unità, in merito alla già ricordata correlazione immobiliare.

 

L’Istat rende altresì noto che il calo dei primi nove mesi del 2011 è stato pari a 7,9 punti percentuali sul totale, bilanciando una flessione più contenuta sui mutui garantiti da ipoteca (- 4,2 punti percentuali) rispetto alla flessione dei mutui senza costituzione di ipoteca immobiliare (- 13,4 punti percentuali).

 

Un elemento di continuità rispetto alle analisi trimestrali passate è inoltre quello legato all’omogeneità sostanziale dell’andamento delle erogazioni dei mutui casa, con una contrazione rilevata in tutte le principali aree della Penisola, con scarse parentesi territoriali positive. In maniera ancor più specifica, per i mutui senza costituzione di garanzia ipotecaria, il calo minore sarebbe stato osservato nelle Isole (- 19,3 punti percentuali), mentre i mutui garantiti da ipoteca immobiliare avrebbero subito un calo più lieve al Centro, con un passo indietro concretizzatosi in 3,9 punti percentuali rispetto allo stesso terzo trimestre dello scorso anno.

 

Per quanto infine concerne le caratteristiche delle aree urbane, la diminuzione dei mutui riscontrata nelle città metropolitane è stata pari a 31 punti percentuali per i mutui senza costituzione di ipoteca immobiliare, e a 5,2 punti percentuali per quelli garantiti da garanzia ipotecaria. Una flessione comunque minore dispetto a quanto riscontrato nelle altre aree urbane di minori dimensioni, dove il calo è stato rispettivamente pari a 37 punti percentuali a e 7,7 punti percentuali, denotando pertanto una migliore tenuta nelle metropoli.

 

Mutui: per l’Istat 2011 con erogazioni in calo
 
Mutui e assicurazioni: cosa cambia con il decreto sulle Liberalizzazioni
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Mutui e assicurazioni: cosa cambia con il decreto sulle Liberalizzazioni

 



Grazie al decreto sulle Liberalizzazioni le polizze abbinate ai mutui potrebbero diventare più convenienti. Ma il condizionale è d'obbligo, visto e considerato che il comparto frutta alle banche più di 2 miliardi di euro all'anno, e che non sono ancora stati predisposti idonei controlli per evitare le worst practices
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mutui e assicurazioni casaIl decreto sulle Liberalizzazioni recentemente varato dall'esecutivo Monti sta producendo alcune significative variazioni sul comparto creditizio immobiliare. L'articolo 28 del materiale normativo, infatti, impone agli istituti di credito di presentare ai propri clienti il preventivo di 2 diverse compagnie assicurative in sede di vendita di un prodotto da essi intermediato durante il collocamento di un mutuo. Un'iniziativa dalla ratio piuttosto condivisibile, legata alla necessità di abbattere le barriere concorrenziali del comparto, e favorire così un più conveniente acquisto dei prodotti di tutela da integrare a quello creditizio.

Come denunciato periodicamente dalle principali associazioni dei consumatori in Italia, infatti, è ben noto che buona parte delle banche inducano (come se, sostanzialmente, si trattasse di una prassi obbligatoria) la propria clientela mutuataria ad acquistare anche delle polizze sulla vita o delle polizze multigaranzia, non necessarie ma facoltativamente rimesse alla libera scelta del cliente stesso. Polizze dall'importanza certamente elevata in termini di serenità e di equilibrio patrimoniale e finanziario (con tali contratti, infatti, la compagnia assicurativa si obbliga a rimborsare il debito residuo in alcuni casi particolarmente gravi), ma dall'onerosità certamente non trascurabile per il cliente.

Le polizze in questione, infatti, incidono di norma per una percentuale che si avvicina al 10% dell'intero ammontare del mutuo, con finanziabilità del contratto all'interno dello stesso prodotto creditizio, e contestuale incremento dell'importo delle rate costituenti il piano di ammortamento. Inoltre, tali polizze hanno spesso dei costi “fuori mercato”: basti pensare al forte ricarico prodotto dalle banche collocatrici, che per ripagare la propria opera di intermediazione aggravano il premio della polizza di commissioni piuttosto significative.

La pratica di abbinare polizze assicurative (facoltative), come se fossero obbligatorie (poiché sostanzialmente subordinate alla concessione del mutuo) era da tempo terminata sulle scrivanie dell'Isvap (l'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), che aveva espresso formale impegno di redigere apposito regolamento entro la fine di aprile 2012, al fine di fissare delle regole più precise sulla vendita delle polizze, a maggior tutela dei consumatori.

Anticipando l'Isvap, sull'argomento è finalmente intervenuto il governo, che attraverso il già ricordato articolo 28 del proprio decreto sulle Liberalizzazioni, ha imposto agli istituti di credito di mostrare dei termini di paragone formale ai prodotti assicurativi intermediari. Ma basterà, senza appositi e idonei controlli, a fermare la cattiva pratica da parte dei banchieri?


Mutui e assicurazioni: cosa cambia con il decreto sulle Liberalizzazioni
 
Mutui casa: a Roma flessione delle domande pari al 20%
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Mutui casa: a Roma flessione delle domande pari al 20%

Il mercato creditizio immobiliare di Roma naufraga con un -20% di domande nel 2011: colpa della crisi occupazionale e della sfiducia sul futuro a breve termine, ma anche delle ristrettezze delle politiche creditizie degli istituti di credito e dello scarso supporto delle surroghe.


crisi-mutui-casa-romaE' un vero e proprio crollo quello che si è registrato all'interno del mercato creditizio romano durante l'anno recentemente concluso. Stando a quanto affermano le elaborazioni dei dati rilevati dal sistema di informazioni creditizie Eurisc, i mutui richiesti dai cittadini romani nel 2011 avrebbero fatto registrare una contrazione pari quasi il 20% su base annua. Una proporzione regressiva che ha coinvolto la Capitale e che – nella stessa percentuale – ha riguardato l'intera regione. Ma quali le cause che hanno condotto i dati Eurisc su simili passi indietro, di indubbia gravità per il giudizio del mercato immobiliare?

Partendo con ordine, non si può non rilevare come il dato della Capitale sia certamente in linea con la media regionale, della quale abbiamo appena fatto cenno, e della media nazionale. Magra consolazione, visto e considerato che il mercato immobiliare metropolitano dovrebbe trainare il mercato nazionale, anziché esserne succube: basti dare un'occhiata a quanto è accaduto in alcune metropoli europee (Parigi, Londra), dove il volume di transazioni immobiliari, e le richieste di mutui, hanno potuto controbilanciare le contrazioni riscontrare in periferia e in provincia.

In secondo luogo, il dato di Roma sembra essere più grave di quello delle altre province, considerato che Frosinone ha subito una flessione del 18%, Rieti del 14% e Viterbo del 15%. Una posizione che – ripetiamo – sembra essere intermedia a livello nazionale, ma pur sempre di coda all'interno di una delle macro aree fondamentali per influenzare il trend del real estate tricolore.

A contribuire a spiegare il fenomeno italiano (e, in esso, quello romano) è intervenuto anche Enrico Lodi, direttore generale del credit bureau services di Crif, secondo cui “il 2011 è stato un anno di evidente generalizzato calo, come si evince anche dall'andamento mensile. L'unico dato positivo è stato registrato febbraio, per il resto tutte le rilevazioni mensili hanno mostrato dati fino a toccare un – 46% a novembre, con la chiusura a dicembre a – 41%”.

“Questa dinamica negativa” - prosegue Lodi - “è certamente influenzata dal fatto che nel 2011 sostituzioni e surroghe hanno cessato di essere significativamente praticate, mentre nel 2010 avevano invece sostenuto il mercato dei mutui. L'atteggiamento improntato alla prudenza messo in campo dalle famiglie non sembra essere stato scalfito nemmeno dallo stallo del mercato immobiliare e dalla conseguente stagnazione dei prezzi, che avrebbe potuto rendere appetibile l'acquisto di abitazioni anche come forma di investimento finanziario, ne dal mantenimento di bassi tassi di interesse rispetto al periodo pre crisi”.

Insomma, a detta del direttore generale del credit bureau services di Crif, così come accaduto in mercati altrettanto (o forse più) maturi, erano sostanzialmente le surroghe a trainare i livelli di erogazioni di mutui, con una quota minoritaria per i mutui relativi all'acquisto e alla costruzione delle case. Considerato che, presumibilmente, chi voleva sostituire un mutuo lo ha già fatto da tempo, sfruttando i forti cali dei tassi, il mercato creditizio non potrà che essere rinvigorito dai mutui per acquisto, dei quali non si riesce tuttavia a vedere una ripresa.


Mutui casa: a Roma flessione delle domande pari al 20%
 
Tassi e mutui in crescita secondo Bankitalia
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Tassi e mutui in crescita secondo Bankitalia




Bankitalia segnala come le erogazioni di mutui, e i tassi di interesse sui finanziamenti, siano leggermente cresciuti nello scorso mese di ottobre. La situazione potrebbe tuttavia cambiare in seguito al recente decremento dei tassi di riferimento BCE.


tassi_e_mutui_in_crescita_per_vendita_caseLa Banca d'Italia ha pubblicato il proprio monitoraggio periodico sul comparto creditizio, riferito al mese di ottobre. Stando all'analisi dell'istituto monetario italiano, i finanziamenti bancari concessi nel corso del decimo mese dell'anno in favore delle famiglie della Penisola sarebbero cresciuti del 4,2% su base annua, contro il 4% del mese di settembre. Un trend che sembra quindi accelerare, ma che secondo alcune analisi previsionali potrebbe subire evidenti rallentamenti nell'ultimo bimestre che si accinge a conclusione.

Le evidenze più interessanti riguardano ad ogni modo il costo del denaro sulle operazioni di finanziamento immobiliare. Il tasso medio sui mutui è infatti ora pari al 3,81%, contro il 3,69% del mese di settembre, e contro il 2,89% del mese di ottobre 2010: un apprezzamento sostanzioso, pertanto, che produce uno sviluppo di quasi un punto percentuale rispetto alla base annua, e di 12 basis points sulla base mensile.

Lo sviluppo dei tassi di interesse applicati ai mutui immobiliari è d'altronde una costante da diversi trimestri a questa parte: la motivazione non risiede tuttavia nell'andamento dei parametri di riferimento sottostanti i tassi, quanto alla seconda principale componente del tasso finale. Per rendersi conto nel migliore dei modi dell'evoluzione del costo del denaro per le transazioni creditizie collegate al comparto immobiliare, infatti, basta osservare sinteticamente la crescita dello spread su Euribor e IRS, apprezzatosi in maniera corposa con l'approfondirsi della crisi economico – finanziaria (e di liquidità) internazionale.

In termini molto concreti, le banche rendono notevolmente più cari i prodotti creditizi, poiché a causa della ristrettezza monetaria nell'Eurozona, riescono a reperire il denaro necessario da impiegare nei confronti delle famiglie e delle imprese a condizioni più onerose: questo incremento del costo del finanziamento nel sistema bancario, viene pressochè interamente rivoltato nei confronti dei destinatari finali, che si trovano in tal modo dinanzi a fogli informativi di prodotto contraddistinti da spread sempre più salati.

Occorre a questo punto domandarsi cosa potrebbe accadere, sul fronte dei tassi, in seguito alla decisione del board della Banca Centrale Europea di tagliare i tassi ufficiali di riferimento per le operazioni di rifinanziamento. La BCE ha infatti stabilito la riduzione di 25 basis points sul benchmark di riferimento, ora pari al minimo storico dell'1%: considerato che l'andamento dei principali parametri in vigore sui mercati finanziari è correlato in maniera certamente rilevante, è lecito attendersi un calo di tutti i valori (compreso, quindi, l'Euribor). Per verificare concretamente dei cali nel costo del denaro, occorrerà tuttavia osservare il comportamento dello spread: se le difficoltà di reperimento di liquidità nell'eurozona dovessero intensificarsi, la riduzione dei parametro di riferimento potrebbe essere un beneficio annullato dalle maggiorazioni degli oneri bancari.


Tassi e mutui in crescita secondo Bankitalia
 
Opinione mutui di Mutuisupermarket
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L’impatto sui mutui della crisi finanziaria europea. L’opinione di MutuiSupermarket.it


Milano, 5 settembre 2011 – L’opinione di MutuiSupermarket.it sui possibili impatti della crisi finanziaria europea sulle erogazioni di mutui nei prossimi mesi


MutuiSupeMarketChi si appresta a contrarre un mutuo per acquistare casa sta osservando con grande attenzione le ultime vicissitudini relative alla crisi finanziaria che ha interessato l’Europa nelle ultime settimane. Il grande interrogativo è relativo al possibile impatto sui mutui.

 

Se alcuni analisti sostengono la possibilità che la BCE sospenda la linea di rigore inaugurata con gli aumenti dei tassi registrati nei primi sette mesi dall’anno, dall’altro non sono pochi coloro che si spingono addirittura ad ipotizzare delle riduzioni dei tassi di sconto, idonei a consentire un più agevole accesso al credito da parte di privati ed aziende.

 

A queste opinioni se ne affincano altre secondo cui i tassi di interesse risultano comunque bassi e ulteriori riduzioni potrebbero non sortire gli effetti sperati in termini di stimolo all’economia. Da questo punto di vista la situazione americana è un pò il modello, con tassi fermi allo zero da ormai parecchi mesi e una banca centrale che ha perduto la possibilità di agire su questa leva.

 

Per andare maggiormente nel dettaglio sui potenziali effetti sui mutui, è importante ricordare che le politiche di credito delle banche risultano già oggi molto più restrittive rispetto al passato. Ormai da più di qualche mese, sono rarissimi i casi di concessione di mutui di importo superiore all’80% del valore dell’immobile, così come sono necessari dei garanti nel caso in cui il contratto del o dei richiedenti non dovessero essere a tempo indeterminato. La verifica sulla solvibilità del richiedente è molto attenta e ciò determina una barriera molto forte all’accesso al credito di quelle fasce di popolazione, soprattutto giovani, che oggi hanno a che fare con un mercato del lavoro che propone soluzioni sempre più improntate alla flessibilità. In un siffatto contesto è difficile pensare ad un inasprimento ulteriore dei criteri di credito.

 

Un effetto potenziale potrebbe invece essere rappresentato dal peggioramento delle condizioni di ‘funding’ da parte delle banche, che potrebbero scaricare queste peggiori condizioni sui clienti, incrementando gli spread sui nuovi finanziamenti concessi.

 

Opinione mutui di Mutuisupermarket
 
Mutuo Acquisto Casa
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